Chi Siamo
La storia dell'African Art Gallery inizia in tempi lontani. Incomincia negli anni sessanta, quando Adolfo Bartolomucci, il suo fondatore, lascia la Francia per recarsi in Africa, nel Mali, dove insegna per alcuni anni al liceo tecnico di Bamako. Qui si rende conto che quella professione, dalla quale è costretto a condurre una vita sedentaria e monotona, non fa per lui: egli desidera piuttosto viaggiare, conoscere la realtà dei villaggi più remoti e delle etnie sperdute nella brousse, come nell’Africa francofona viene chiamata la campagna lontana dai centri abitati. Decide dunque di dedicarsi al commercio importando prodotti italiani nel campo alimentare e agricolo, come le attrezzature per la trasformazione dei prodotti agricoli di produzione locale. Contemporaneamente si occupa di turismo facendo conoscere a molti europei le celebri falesie di Bandiagara, dove vivono i Dogon.
Pur impegnato da queste attività, trascorre il suo tempo libero coltivando un interesse che fin dall’arrivo in Africa nutre per quelle che un tempo venivano definite “arti primitive”. A diretto contatto con diverse culture locali, così approfondisce nozioni apprese a suo tempo in Francia consultando pubblicazioni dedicate alle arti africane, e incomincia a compiere ricerche battendo le regioni occupate da Dogon, Barbara, Lobi, Bobo e Senufo. Avvantaggiato dal fatto di vivere e commerciare nell’Africa occidentale, ha occasione di seguire da vicino le scoperte archeologiche avvenute negli anni tra il ’65 e il ’75 nelle aree in cui anticamente si erano sviluppate le culture Djenné, Bura-Asinda e Komaland, e raccoglie informazioni di prima mano su queste scoperte, che hanno luogo per lo più in modi accidentali e senza seguire procedure scientifiche.
Nel biennio 1967-1968 “African Art Gallery”, allora nota come “African Art”, comincia a fornire sculture e oggetti africani a musei e gallerie europee e americane; già da allora riserva uno spazio anche alla commercializzazione delle perle in vetro originariamente provenienti da Murano e Venezia (la “rosetta”, la “millefiori” ecc.). Il principale interesse di Bartolomucci già da allora è però rimasto rivolto alle terrecotte, delle quali la sua galleria ha messo in mostra esemplari altamente selezionati in varie mostre e fiere dell’arte. In occasione dell’ultima mostra, intitolata Dalla terra fino all’arte e accompagnata da un ricco catalogo, è stata inaugurata a Milano, in Via Caterina da Forlì 28, la nuova sede della “African Art Gallery”, che ha così riaffermato l’importante ruolo da essa sostenuto nella diffusione della conoscenza delle arti africane in Italia. Numerose sono infatti le collezioni di arti africane che, formatesi negli ultimi decenni, hanno attinto a questa fonte, sempre sollecita nel proporre le scoperte fatte dal suo direttore, forte di un’esperienza di 50 anni trascorsi perlustrando l’Africa Nera, dal Senegal fino al Congo, alla ricerca di nuove opere e di autentici capolavori.
La galleria è aperta al pubblico, dispone di varie collezioni di opere d’arte lignee (statue, maschere, oggetti d’uso), opere in bronzo e in terracotta, tessuti etnici, e di una vasta selezione di monete etniche. I nostri clienti sono collezionisti, musei, gallerie. Le vendite hanno luogo in galleria e sul suo sito internet, secondo le modalità illustrate nella rubrica acquisti. E’ nostro desiderio moltiplicare i rapporti con galleristi e commercianti europei e nordamericani disposti a collaborare mediante l’inserimento di link tecnici del settore. Ogni proposta pervenutaci verrà esaminata con scrupolo e in tempi rapidi.
